L'epatite virale acuta è un processo necrotico infiammatorio del fegato indotto da virus, dovuto alla risposta immune.
Virus Epatici Maggiori HAV,HBV,HCV,HDV,HEV
Virus Epatici Minori EBV, CMV,HSV
Alterazioni Istologiche Si osservano:
- Degenerazione acidofila, rigonfiamento cellulare e necrosi epatociti
- Flogosi mesenchimale
- Rigenerazione epatocitaria
Possono esservi aumento delle transaminasi, della fosfatasi alcalina e della gamma glutamil trans peptidasi e diminuzione delle colinesterasi(se il decorso è prolungato).
Storia Naturale
- Periodo prodromico (1/1000 evolve verso epatite fulminante)
- Malattia in atto
Epatite acuta da Virus AVirus a Rna non capsulato facente parte della famiglia dei Picornaviridae. È costituito da 4 polipeptidi(VP1-VP4). Si replica esclusivamente nel fegato. La trasmissione è prevalentemente oro-fecale e raramente parenterale. La trasmissione è facilitata da scarse condizioni igieniche e sovraffollamento(nei paesi industrializzati l’incidenza è molto diminuita per il miglioramento delle condizioni igieniche). L’incubazione è di 15-30 gg. I sintomi esordiscono con malessere, astenia, nausea, vomito e dolore ai quadranti superiori dell’addome. Si assiste ad un aumento delle transaminasi che in genere precede l’aumento di bilirubina. Con la comparsa dell’ittero decrescono rapidamente la viremia e l’infettività. Possono verificarsi colestasi, splenomegalia, linfadenopatia latero-cervicale. La completa guarigione avviene dopo 1-2 mesi. Complicanze - Epatite recidivante
- Epatite fulminante negli anziani
- Forma colestatica: ittero colestatico e prurito
Non evolve mai in epatite cronica. Diagnosi - Anticorpi anti HAV di classe IgM(anche 3-6 mesi dopo la guarigione)
- IgG (indice di pregressa infezione)
In Italia si effettua vaccinazione selettiva per popolazioni a rischio. La formulazione di virus inattivato con formalina ha ottenuto ottimi risultati. Epatite acuta da Virus BVirus a DNA circolare facente parte della famiglia degli Hepadnaviridae, il cui genoma codifica per quattro proteine(S,C,P e X) che, sovrapponendosi, danno origine ad altre proteine .A partire da un Rna pro genomico si ottiene lo stampo a catena negativa. Il Dna a catena positiva è trascritto a partire dallo stampo a catena negativa e convertito all’interno del nucleo in Dna circolare. La proteina di rivestimento è il prodotto del gene S ed è chiamata antigene di superficie dell’epatite B(HBsAg). A monte del gene S sono localizzati geni pre-S (recettori di superficie per albumina ecc) costituiti da pre-S1 e pre-S2. Il gene S codifica per HBsAg, pre-S1+ S codifica per la proteina intermedia e pre-S1+pre-S2 + S codificano per la proteina grande. Il gene C codifica per le proteine del nucleocapside chiamate antigene del core dell’epatite B(HBcAg). Le particelle HBcAg rimangono nel nucleo dell’epatocita fino al rivestimento con HBsAg pertanto non sono presenti nel siero. Viene però secreta la proteina nucleocapsidica(HBeAg); la sua persistenza nel siero dopo tre mesi di infezione acuta è indice di cronicizzazione(esiste una forma mutante E minus). Il gene P codifica per la DNA polimerasi. Il gene X codifica per una proteina in grado di transattivare la trascrizione di geni sia cellulari sia virali tramite un sistema di trasduzione del segnale mediato da calcio. È in grado di attivare la trascrizione anche di altri virus quali HIV. Il danno è causato dalla risposta immunitaria; non sempre l’infezione è seguita da epatite. Il primo marcatore a comparire è HBsAg che precede l’aumento delle transaminasi e permane durante tutte le fasi di infezione. La comparsa di HBcAg senza HBsAg si sospetta sia un indice di epatite post trasfusionale. L’anticorpo protettivo è l’anti HBs in quanto compare con la risoluzione dell’infezione e conferisce immunità contro la reinfezione .La comparsa dell’HBeAg coincide con la fase di intensa replicazione virale. Sono stati riscontrati antigeni e Dna del virus dell’epatite B anche in linfonodi, midollo osseo, linfociti circolanti, milza e pancreas(si pensa ciò sia responsabile di reinfezione in seguito a trapianto ortotopico di fegato). Complicanze - Nella fase prodromica possono comparire manifestazioni tipiche della malattia da siero.
- Epatite fulminante(l’epatite B è responsabile di più del 50% dei casi di epatite fulminante)
In genere l’epatite B acuta non si tratta ma sono stati osservati buoni risultati con il trattamento a base di lamivudina, analogo nucleotidico, già usato per la terapia dell’epatite cronica. La vaccinazione tramite vaccino ricombinante in Italia è applicata su tutti i neonati e consigliata su gruppi a rischio. Si effettua immunoprofilassi con immunoglobuline. Si effettua screening obbligatorio in donne al terzo trimestre di gravidanza. Diagnosi - HBsAg in soggetti precedentemente negativi
- Viremia: HBV DNA, HBsAg, HBeAg
- Ricerca di IgM inizialmente e poi IgG
- Anticorpi anti HBs indicano guarigione
Epatite acuta da Virus DeltaIl virus delta è un virus a Rna circolare difettivo che necessita pertanto della presenza di virus HBV o di altri hepadnavirus per infettare. Il core virale è ricoperto da HBsAg perché possa infettare ma non necessita di questo antigene per potersi replicare. Il genoma contiene diverse sequenze di complementarietà che consentono al virus, tramite l’appaiamento di basi, di ripiegarsi assumendo forma bastoncellare. L’Rna virale genomico richiede la polimerasi dell’ospite per poter formare Rna antigenomico a polarità positiva; da questo ultimo stampo verrà creato Rna genomico. Poiché l’infezione da delta virus è strettamente dipendente da quella da HBV, la completa remissione da quest’ultimo comporta conseguentemente la remissione anche da virus delta. Il virus delta può dare coinfezione col virus HBV o sovra infezione se riesce a sovrapporsi all’infezione da HBV. La trasmissione del virus avviene per stretto contatto con i portatori. Esistono delle aree endemiche del Mediterraneo meridionale ma complessivamente l’incidenza dell’infezione da virus delta sta diminuendo grazie alla profilassi contro il virus HBV. Diagnosi - Antigeni HDV a livello epatico
- Siero conversione anti HDV
Epatite acuta da Virus CCostituisce il genere Hepacivirus nella famiglia Flaviviridae. È un virus a Rna a singolo filamento a polarità positiva. Nell’estremità 5’ vi è una sequenza non tradotta che serve per l’ingresso ribosomiale ed accanto ad essa proteina del core e proteine di superficie(E1 ed E2/NS1). La regiore 3’ codifica per proteine non strutturali. Non riproducendosi attraverso un intermedio a Dna non si integra nel genoma dell’ospite. Sono stati identificati sei diversi genotipi e numerose quasi specie(popolazioni virali individuate nello stesso ospite e nello stesso genotipo aventi differenze piccole sì da non poter costituire un genotipo a sé stante), dato questo, che risulta essere responsabile del mancato conferimento di un’immunità duratura nei confronti di tale virus. Si possono avere aumento delle transaminasi. Gli anti HCV possono essere riscontrati già durante la fase iniziale dell’innalzamento delle transaminasi. Il quadro clinico può essere asintomatico e si può avere un 40-80% di casi di cronicizzazione. La trasmissione è per via ematica e sessuale. L’immunità cellulo mediata è responsabile del danno. Diagnosi - Comparsa anti HCV in soggetto precedentemente negativo
- Ricerca HCV-Rna tramite PCR
Terapia - Interferone (IFN)
- Non esiste un vaccino
Epatite acuta da Virus E (HEV)Virus a Rna a singola elica a polarità positiva a trasmissione enterica presente soprattutto in America centrale, Asia ed India. Fa parte degli alfa virus. È stato rinvenuto nelle feci, nella bile e nel fegato e viene escreto nelle feci nella fase tardiva del periodo di incubazione.
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